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Come lavare un gatto: quando e come farlo correttamente

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Come lavare un gatto: quando e come farlo correttamente

Curiosi e al contempo diffidenti, i mici sono tra gli animali più bravi a prendersi cura della loro igiene, infatti i gatti si lavano da soli. Una buona parte della giornata di un gatto, infatti, è dedicata proprio alla pulizia del pelo. Tuttavia, non sempre queste buffe e dolci attività sono sufficienti ad assicurare una detersione completa, in particolar modo in corrispondenza delle aree che non possono essere raggiunte dal micio stesso.

Per questo motivo è importante comprendere come lavare i gatti e quali sono le linee guida da tenere a mente, non solo in termini di modalità, bensì soprattutto di frequenza massima.

Di seguito vediamo dunque alcuni consigli utili in merito a come lavare il gatto a casa, nonché come si lavano i gatti piccoli o quelli che affrontano situazioni particolari, tra cui ad esempio la comparsa delle pulci.

Come lavare un gatto in casa facilmente e senza farsi male

Chi non ha la possibilità di chiamare dei professionisti che sanno come si lava un gatto, non dovrebbe temere. Seguendo dei semplici consigli, infatti, è possibile scoprire come pulire un gatto in modo profondo e al tempo stesso delicato anche nella comodità e privacy delle mura domestiche.

Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario, in quanto i mici tendono a essere molto diffidenti, motivo per cui l’aggiunta di un tragitto verso la toelettatura potrebbe contribuire a peggiorare il loro stato d’animo, rendendoli meno collaborativi nel processo. Ecco perché tra i consigli su come lavare un gatto vi sono quelli pensati per assicurare il comfort.

È importante spazzolare con cura il pelo del micio, soprattutto se è lungo, per districare il pelo e calmare l’animale, che viene poi immerso parzialmente in una bacinella con poca acqua tiepida e deterso con cura con i prodotti per l’igiene del gatto, tranne in corrispondenza degli occhi e delle orecchie, prestando molta attenzione al muso. Per abituarlo al bagno, procedi con cautela e a tratti, iniziando con le zampe e, pian piano, aggiungendo anche altre parti del corpo.

Il risciacquo è una fase cruciale: ogni traccia di shampoo deve essere eliminata.

Infine l’asciugatura nel telo caldo e in una stanza calda, senza farlo uscire prima che sia completamente asciutto. Puoi optare per l’aiuto di un phon delicato, in caso di gatti abituati a forti rumori, ma sappi che tendenzialmente ne sono spaventati.

Nel decidere come fare il bagno al gatto l’aspetto più temuto e quello che genera dubbi è la gestione dei graffi. Prestando attenzione ai consigli emersi riguardo come lavare il gatto, sarà possibile migliorare la predisposizione dell’animale, che tenderà a non graffiare. Qualora si noti una reticenza totale all’acqua, non è più solo questione di come lavare gatto: meglio non insistere e optare per le salviette umidificate.

Come lavare un gatto piccolo o randagio in maniera delicata

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Dai primi momenti della propria vita, un micio può avere bisogno di una pulizia più profonda di quella che può fornire la mamma in modo naturale. I gattini abbandonati, così come quelli che si sono trovati a contatto con sporcizia, pulci e altro, devono essere detersi con grande cura.

Come prima cosa è importante prendere una vaschetta di dimensioni sufficientemente ampie ma non troppo grande, in modo tale da consentire al gatto di sentirsi protetto. Una volta posizionato il micio all’interno, si deve aver cura di non immergerlo totalmente, tenendolo fermo per la collottola; ora si può procedere a lavare, mediante una frazione delicata e l’Impiego di uno shampoo per gatti, tutto il corpo. Esso deve essere insaponato evitando assolutamente la zona degli occhi, del muso e quella delle orecchie, che devono invece essere affidata a dei professionisti.

Nel caso in cui si incontri per la strada un micio che mostra segni di abbandono, è fondamentale come primissima cosa contattare anche telefonicamente il proprio veterinario di fiducia, oppure cercarne uno nei pressi del luogo in cui ci si trova.

Oltre a dare informazioni in merito a come lavare un gatto randagio, infatti, il veterinario può notare immediatamente la presenza di sintomi ai quali prestare attenzione, tra cui disidratazione o la comparsa di virus e problematiche di natura fungina.

In linea generale un micio trovato per strada mostra una maggiore difficoltà a lasciarsi avvicinare e trattare da parte degli esseri umani. Ecco perché si deve mostrare un grado di delicata fermezza al pari di quella impiegata con i micetti in tenera età, seguendo un processo molto simile a quanto esplorato nel paragrafo precedente.

Come pulire i gatti con le pulci

Una delle situazioni che spingono a fare il bagnetto ad un micio che non è sporco è la presenza delle pulci nel gatto. Chi dispone di un giardino spesso lascia il gatto nello spazio verde, un aspetto che contribuisce a mantenere viva la curiosità dell’animale, ma che aumenta la probabilità di trovarsi a gestire le temute e fastidiose pulci che si annidano sotto il pelo.

Per liberare il micio dalle pulci non esiste nemico più temuto dell’acqua. Un bagno ai gatti tiepido può dunque rappresentare una coccola, soprattutto perché associato a un senso di sollievo, così come un modo efficace per eliminare le pulci, a patto di utilizzare un sapone specifico per pulci e zecche, consigliato preferibilmente dal veterinario.

Una volta terminato il bagnetto, non dimenticare di utilizzare un antiparassitario per gatti, per proteggerlo da eventuali malattie portati dai fastidiosi parassiti esterni.

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Ogni quanto lavare il gatto in casa

Di solito, è bene non lavare i gatti prima dei loro 6 mesi di vita, periodo in cui avrà finito tutti i cicli di vaccino e sarà, quindi, più forte e resistente ad agenti esterni.

Per quanto riguarda la frequenza, in caso di mici a pelo lungo, è bene fare il bagno ai gatti ogni 2 o 3 settimane. Se a pelo corto, invece, si può lavare il gatto ogni 2 mesi circa. L’importante è non eccedere con i lavaggi, che potrebbe indebolire la struttura del loro pelo.

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